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IL PRESIDENTE AI GIOVANI DEL IL MOCCHETTI

IL PRESIDENTE BELFANTI INCONTRA IL SETTORE GIOVANILE:
“IMPEGNATEVI, RISPETTATEVI E RISPETTATE”

Una pausa dall’allenamento per fermarsi, guardarsi negli occhi e parlare di calcio, ma soprattutto di valori.
È questo il senso dell’incontro voluto dal Presidente Pietro Belfanti con i ragazzi e gli staff delle attività agonistiche giovanili del Mocchetti.

Nel tardo pomeriggio di giovedì 10 settembre, al Centro Sportivo Malerba, i consueti allenamenti hanno lasciato spazio per qualche minuto a un momento diverso dal solito.
Davanti al Presidente si sono ritrovati i gruppi dei Giovanissimi Under 14 e Under 15, degli Allievi Under 16 (presentati in un nostro recente articolo) e della Juniores Under 19 (che presenteremo qui sul sito nei prossimi giorni), insieme ai rispettivi staff.

Un incontro nato innanzitutto dalla volontà di presentare ai ragazzi le figure che rappresentano i loro principali riferimenti all’interno della società, ma anche per trasmettere loro un messaggio preciso: indossare la maglia del Mocchetti significa far parte di una realtà nella quale rispetto, educazione, impegno e senso di appartenenza vengono prima di tutto.

«La prima cosa è la conoscenza. Dovete sapere con chi avete a che fare, quali sono i vostri riferimenti e quali sono i vostri ruoli.»

I RIFERIMENTI DEL SETTORE GIOVANILE

È stato proprio questo il punto di partenza delle parole di Pietro Belfanti, che ha voluto presentare personalmente ai ragazzi le figure chiamate a seguire e coordinare i diversi gruppi.

Accanto al Presidente erano presenti Mario Modica, Direttore Generale; Andrea Meriggi, Direttore Sportivo della Prima Squadra e della Juniores; Mario Venditti, responsabile dirigente dell’area Allievi; ed Emanuele Bonizzi, responsabile dell’area Giovanissimi.

Figure che i ragazzi devono conoscere e alle quali potranno rivolgersi durante il loro percorso sportivo. Un’organizzazione che, nelle parole del Presidente, deve servire soprattutto a creare un rapporto diretto e consapevole tra società, ragazzi e staff.

Belfanti, sottolineando come conoscere le persone e i ruoli sia fondamentale in qualsiasi ambiente, a maggior ragione all’interno di una società sportiva.

L’ALLENAMENTO È LA STRADA PER CRESCERE

Poi il discorso è entrato nel cuore della vita di ogni giovane calciatore: l’allenamento.

I ragazzi sono al Mocchetti per giocare a calcio, migliorarsi e provare a vincere. Ma il Presidente ha ricordato loro che nel calcio, come nella vita, esiste sempre un avversario pronto a mettere in discussione il risultato.

E proprio per questo, prima ancora del risultato, conta il percorso.

«Lo strumento per arrivare al piacere del gioco e alla vittoria è l’allenamento. E nell’allenamento sono fondamentali serietà e ambizione.»

Un concetto semplice ma centrale: nessuno pretende dai ragazzi ciò che non è nelle loro possibilità, perché il Mocchetti è una realtà dilettantistica. Ma proprio per questo, ha sottolineato Belfanti, attenzione, rispetto e impegno diventano ancora più importanti per ottenere il massimo da se stessi.

IL MISTER È IL PRIMO RIFERIMENTO

Al centro di questo percorso c’è l’allenatore. Il Presidente è stato molto chiaro nel chiedere ai ragazzi di riconoscere nel proprio mister la principale figura di riferimento sul campo.

Seguire gli insegnamenti, le indicazioni e le direttive dell’allenatore significa prima di tutto avere rispetto del suo ruolo. Anche sapendo che, come ogni persona, anche un mister può sbagliare.

Il rapporto tra giocatore e allenatore deve quindi essere costruito sulla fiducia, sull’ascolto e sulla disponibilità a imparare. Il campo sarà il luogo nel quale i tecnici guideranno la crescita calcistica dei ragazzi; fuori dal campo, invece, entrano in gioco altri valori.

EDUCAZIONE, RISPETTO E APPARTENENZA

Una parte importante dell’intervento del Presidente ha riguardato infatti il comportamento quotidiano. Per Belfanti, il calcio non può essere separato dall’educazione e dal rispetto delle persone.

Un saluto, il modo di entrare in uno spogliatoio, il modo di trattare la propria divisa e la propria borsa, l’attenzione verso gli spazi che vengono utilizzati ogni giorno: sono piccoli gesti che raccontano il senso di appartenenza a una società.

«Abbiate rispetto di voi stessi. Essendo eleganti con voi stessi, sarete eleganti anche fuori.»

Un messaggio rivolto ai ragazzi con un linguaggio diretto, quello che il Presidente ha scelto per arrivare senza filtri ai giovani calciatori: essere parte del Mocchetti significa anche rappresentare la società ogni volta che si indossa quella maglia.

UNA MAGLIA CHE RACCONTA ANCHE DEI VALORI

Proprio la divisa è stata protagonista di un altro passaggio particolarmente sentito del discorso.

Belfanti ha richiamato l’attenzione dei ragazzi sul simbolo contro la violenza sulle donne presente sulla maglia del Mocchetti, invitandoli a conoscerne il significato e a portarlo con orgoglio.

Un simbolo che va oltre il calcio e che, nelle parole del Presidente, rappresenta una precisa scelta della società: educare alla consapevolezza, al rispetto e alla responsabilità.

Perché crescere come calciatori significa anche crescere come persone. «Per giocare a calcio serve anche essere uomini», ha ricordato Belfanti, parlando della capacità di fare le cose giuste al momento giusto, di non avere paura e di avere il coraggio di prendere posizione davanti a ciò che è sbagliato.

IN CAMPO SI VINCE IN UNDICI. E SI CRESCE INSIEME.

Non è mancato nemmeno un passaggio sul comportamento durante le partite. Il Presidente ha chiesto ai ragazzi di comprendere che esistono errori e situazioni di gioco che fanno parte del calcio, ma che non possono essere accettati comportamenti irrispettosi verso arbitri, avversari o compagni.

Un’espulsione può arrivare per un intervento di gioco o per una situazione agonistica. Diverso è compromettere la partita della propria squadra per una protesta maleducata o per un comportamento fuori dalle regole.

«Se siamo una squadra, dobbiamo essere solidali. E dobbiamo essere severi anche tra noi quando qualcuno sbaglia atteggiamento.»

Il concetto di squadra è tornato più volte nelle parole di Belfanti. Non quattro gruppi separati, ma una sola realtà: il Mocchetti.

NON QUATTRO SQUADRE. UNA SOLA SQUADRA.

È stata probabilmente questa la frase che meglio ha sintetizzato l’incontro.

«Queste non sono quattro squadre. Questa è una squadra. Siamo una squadra.»

Un’appartenenza che deve andare oltre il risultato della domenica. Perché il percorso di una stagione non sarà sempre semplice: arriveranno vittorie, ma arriveranno anche sconfitte, magari più di una consecutiva. Ed è proprio nei momenti difficili che si misura la capacità di reagire, di restare uniti e di continuare a lavorare.

«Impegnatevi, abbiate rispetto», è stato l’invito finale del Presidente, ricordando ai ragazzi che dietro ogni squadra c’è una società fatta di persone che mettono tempo, passione e risorse a disposizione del progetto.

UN PERCORSO CHE VA OLTRE IL RISULTATO

Prima della conclusione, Belfanti ha voluto lasciare ai ragazzi anche un ultimo messaggio: la porta della società è sempre aperta.

I responsabili presenti sono i loro principali riferimenti, ma dietro di loro c’è una società pronta ad ascoltare e ad affrontare insieme eventuali problemi o necessità, anche quando non riguardano direttamente il calcio.

Perché il Mocchetti vuole essere anche questo: un ambiente nel quale i ragazzi possano sentirsi parte di qualcosa, accompagnati nella loro crescita sportiva e personale.

E così, dopo le parole del Presidente, si è tornati al campo. Di nuovo pallone, esercizi, corsa e lavoro. Ma con qualche concetto in più da portare con sé.

La stagione è appena iniziata. Per Under 14, Under 15, Under 16 e Juniores Under 19 sarà un lungo viaggio fatto di allenamenti, partite, vittorie, difficoltà e nuove esperienze.

Un percorso nel quale il risultato conterà, naturalmente. Ma nel quale il Mocchetti chiede ai suoi ragazzi di costruire qualcosa che rimanga anche oltre il campo: rispetto, educazione, ambizione, responsabilità e senso di appartenenza.

GS

IL FUTURO È NERO-GRANATA.

E cresce ogni giorno, insieme.