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UNDER 14 -4^ Giornata Campionato

San Giorgio cinico si prende i tre punti

Il calcio sa essere severo, soprattutto quando il risultato non restituisce fino in fondo le sensazioni di una partita equilibrata. Al Malerba, i nostri Giovanissimi Under 14, annata 2013, cedono per 0-2 al San Giorgio, formazione capace di sfruttare con cinismo le occasioni decisive e portare a casa l’intera posta.

Una gara nella quale i ragazzi di Fulvio Re Calegari hanno avuto le proprie opportunità, senza però riuscire a concretizzarle. Dall’altra parte, gli avversari hanno saputo colpire nei momenti giusti, facendo valere una maggiore concretezza sotto porta.

Equilibrio e occasioni nel primo tempo

La prima frazione si sviluppa su binari sostanzialmente equilibrati. La Mocchetti costruisce alcune buone azioni e avrebbe la possibilità di sfruttarle meglio per cercare di indirizzare la partita. Manca, però, quel pizzico di precisione necessario per trasformare il lavoro offensivo in un vantaggio concreto.

Il San Giorgio, dal canto suo, mostra una migliore capacità di sviluppare la manovra e riesce a esprimere una maggiore continuità nel gioco. La squadra ospite dà così la sensazione di poter diventare pericolosa, pur senza trovare nel primo tempo la via della rete.

Si va quindi all’intervallo con la partita ancora aperta e con la consapevolezza che gli episodi potranno fare la differenza.

La svolta nella ripresa

Nel secondo tempo il ritmo si abbassa e la gara fatica a decollare. A rompere l’equilibrio è un episodio sugli sviluppi di un calcio di punizione: Fontana riesce a deviare il pallone sul palo, ma sulla ribattuta l’attaccante arancio-blu è il più rapido ad arrivare e a depositare la palla in rete.

Il gol costringe la Mocchetti a cercare una reazione. I ragazzi provano a rimettere in equilibrio il risultato e qualche occasione per il pareggio arriva, ma non viene sfruttata. La squadra resta così in partita, continuando a inseguire un episodio che possa riaprire la sfida.

Nel finale, però, un rapido ribaltamento di fronte consente al San Giorgio di ripartire in contropiede e trovare la rete dello 0-2, chiudendo definitivamente i conti.

Per la Mocchetti resta il rammarico per una sconfitta maturata anche attraverso episodi decisivi, ma la prestazione offre comunque indicazioni utili su cui continuare a lavorare.

Ogni partita aggiunge un tassello. Anche le sconfitte possono aiutare a crescere, dentro e fuori dal campo.

Il valore di una sconfitta

Al termine della gara, mister Fulvio Re Calegari guarda oltre il risultato e sottolinea gli aspetti che ritiene più importanti nel percorso dei suoi ragazzi. La prestazione, nel complesso, è stata buona e il gruppo continua ad aggiungere, partita dopo partita, un tassello significativo alla propria crescita.

C’è però un passaggio fondamentale nel processo di maturazione di una squadra: imparare a leggere le situazioni di gioco, riconoscere i momenti della partita e assumersi la responsabilità delle decisioni da prendere in campo. Sono scelte che non possono arrivare sempre dalla panchina, ma che i ragazzi devono imparare a gestire autonomamente, con attenzione e consapevolezza.

La sconfitta ha lasciato comprensibilmente un po’ di delusione nei giovani calciatori, desiderosi di fare bene e di ottenere un risultato positivo. Ma proprio in questi momenti diventa importante il lavoro dell’allenatore: aiutare il gruppo a comprendere che una battuta d’arresto non cancella i progressi compiuti e non deve spegnere entusiasmo e fiducia.

Per il mister, questa partita vale quanto una vittoria sul piano della crescita. Non per il risultato, naturalmente, ma per le opportunità di riflessione e apprendimento che offre a una squadra ancora impegnata a costruire la propria identità.

Il cammino dei Giovanissimi 2013 prosegue dunque con la voglia di ripartire, correggere gli errori e trasformare ogni esperienza in un’occasione per migliorare. Perché crescere significa anche imparare ad accettare una sconfitta, capire cosa si poteva fare meglio e tornare in campo con ancora più determinazione.

Il risultato passa, il percorso continua. E ogni tassello, anche il più difficile, può contribuire a costruire una squadra più consapevole e unita.

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